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Aloe Vera: una pianta versatile ed efficace

L’Aloe Vera Barbadensis Miller è una pianta della famiglia delle liliacee (la stessa di Aglio e Cipolla) che cresce nei climi aridi, riuscendo a immagazzinare al suo interno notevoli riserve idriche sottoforma di gel.
Questa pianta è stata utilizzata per millenni da numerosi popoli, Egiziani, Greci, Indiani d’America e molti altri.
Nei paesi europei ha avuto larga diffusione come medicamento fino agli inizi del 1800, quando ha iniziato a diffondersi la medicina moderna, basata principalmente su principi attivi singoli, spesso di sintesi.
Negli ultimi anni, con il ritorno al naturale, alla medicina alternativa, sono state nuovamente prese in considerazione le numerose virtù di questa pianta.
Essa può essere usata sia internamente all’organismo umano e animale, sia esternamente; ha proprietà disintossicanti, antibiotiche, antivirali, antiparassitarie; stimola il sistema immunitario, equilibrandolo.
Se applicata sulla cute ha un forte potere cicatrizzante, idratante, emolliente; inoltre l’Acemannano in essa contenuto permette di veicolare all’interno delle cellule tutti i suoi principi attivi o altri principi eventualmente disciolti in una matrice di Aloe.
L’Aloe vera è consigliata come integratore vitaminico-minerale, ricostituente, antidepressivo (uso interno); esternamente su ferite, tagli, scottature, acne, psoriasi e tutti i problemi di pelle; inoltre si può applicare in bocca, su gengive infiammate, ascessi, ferite da estrazione dentale.
In conclusione, l’ALOE VERA è una pianta dai molteplici usi la cui efficacia è universalmente riconosciuta; lo scetticismo iniziale che si può provare ha ben poca durata, quando si evidenziano chiaramente i risultati benefici.

Scoperte proprietà anti-colesterolo nelle cigliegie

Una nuova ricerca condotta negli Stati Uniti ha scoperto che il consumo di ciliegie favorisce la riduzione del livello di colesterolo nel sangue. Ne da notizia la Coldiretti nel riferire i risultati dello studio condotto su topi di laboratorio da E. Mitchell Seymour ricercatore sulle cardiopatie dell'Università del Michigan (USA) e reso pubblico nel maggio 2007.
Gli animali alimentati con l'aggiunta di polvere di ciliegie acide sono risultati avere un più basso livello di colesterolo nel sangue, meno trigliceridi, un minor accumulo di grasso nel fegato e minore stress ossidativo, rispetto a quelli con una dieta normale. Secondo i ricercatori gli effetti positivi sulla salute dovuti al consumo di ciliegie sono dovuti - riferisce la Coldiretti - ad un più elevato accumulo di sostanze a effetto antiossidante come gli antociani che sono contenuti nelle ciliegie e alle quali conferiscono il classico coloro rosso scuro.
Anche se occorreranno ulteriori verifiche, i risultati ottenuti - precisa la Coldiretti - sono ritenuti incoraggianti anche per la salute umana soprattutto nei paesi più sviluppati dove l' eccesso di colesterolo è il maggiore responsabile di malattie cardiovascolari anche nelle nuove generazioni, con ben centomila bambini italiani, il 20 per cento del totale, che soffrono di ipercolesterolemia. Portate in Italia da Lucullo, ecco perché, parlando di loro si dice che siano un frutto luculliano, di grande golosità, le ciliegie - afferma la Coldiretti - hanno dunque importanti proprietà terapeutiche. Contrastano l'ipertensione, sono leggermente lassative e diuretiche, ricche di vitamine, in particolare A e C, e nutrono in modo ottimale durante l'estate perché contengono molti sali minerali (potassio, calcio, ferro) che vengono dispersi con il sudore.
Inoltre, le ciliegie - continua la Coldiretti - sono dietetiche perché forniscono un medio apporto di zuccheri e proteine e hanno solo 38 calorie per ogni 100 grammi di prodotto. In Italia - continua la Coldiretti - la produzione di ciliegie supera le centomila tonnellate realizzata su circa 30mila ettari di terreno, la metà delle quali (52 per cento) si trova in Puglia, il 15 per cento in Campania, il 12 per cento in Emilia-Romagna, il 9 per cento in Veneto e anche in altre regioni. Il saldo commerciale con l'estero è positivo, anche se sono in crescita le importazioni mentre i consumi nazionali si stimano essere pari a circa di 300 grammi di prodotto a testa all'anno.
A differenza di altri frutti, le ciliegie, non proseguono la maturazione dopo il raccolto, ed è necessario - consiglia la Coldiretti - acquistarle solo se ben mature e sceglierle con i frutti sodi, privi di ammaccature e con il picciolo dal colore verde vivo e intenso. Per conservarle - conclude la Coldiretti - occorre tenerle in luogo fresco e poco umido, sempre contenute in un sacchetto di carta e mai nella plastica.

Come ritrovare il peso forma

Bisognerebbe tendere verso quel peso corporeo in presenza del quale il benessere fisico e psichico del soggetto si sovrappongano. Travato il valore di questo peso ottimale, per raggiungerlo e mantenerlo stabilmente è opportuno fare un programma a lunga scadenza. Infatti è necessario, da un lato individuare ed attuare il decondizionamento dalle vecchie abitudini alimentari che ci hanno portato ad aumentare di peso, dall'altro apprendere comportamenti più corretti e rendere stabili queste nuove abitudini.

In pratica occorre contemporaneamente intervenire su due livelli:

* ridurre le calorie ingerite con gli alimenti;
* favorire quelle attività che stimolano il consumo energetico dell'organismo. Per attuare il primo obiettivo, la più fisiologica e sana condotta da tenere è quella di seguire una dieta bilanciata; una dieta, cioè, in cui siano presenti tutte le sostanze nutritive di cui il corpo ha bisogno: proteine, carboidrati, grassi, vitamine, sali minerali e fibra grezza.

Tutte queste sostanze, nessuna esclusa, sono necessarie per mantenere efficienti le nostre attività metaboliche, cosa che si traduce nella sensazione soggettiva di benessere e vitalità. Per queste considerazioni è bene evitare di seguire le cosiddette diete monofagiche, quelle cioè basate su un solo tipo di alimento (diete a base di sole patate, solo uova, solo uva, solo carne, solo formaggio!); possono entusiasmare perché in genere provocano un rapido dimagramento di qualche chilo. Ma è un successo effimero, perché il rapido calo di peso può provocare smagliature cutanee e ptosi viscerali, se i tessuti sono poco elastici, e, inoltre, da un punto di vista psichico l'effetto è così destabilizzante da provocare irascibilità e scontento che tenderà a compensarsi più o meno rapidamente con un recupero dei chili persi. In questo tipo di diete sbilanciate si possono far rientrare gli alimenti dietetici in busta che hanno invaso il mercato; ne usufruisce il quaranta per cento degli italiani.

Questi prodotti che erano stati in origine creati per arricchire l'alimentazione dell'atleta in allenamento, e perciò bisognoso di potenziare alcune componenti della sua nutrizione, (portano, infatti il nome di integratore vitaminico, o proteico o proteico-glucidico, ecc.), sono largamente venduti in farmacia per sostituire il pasto di chi vuoi dimagrire o rimanere in linea. Se si considera che questi pseudopasti sono di rapida preparazione, che non obbligano a fare il conteggio delle calorie e che per di più ci accomunano all'immagine dell'atleta forte o della ballerina esile e scattante o dell'uomo di successo dal fisico asciutto e elegante, che pubblicizzano il prodotto, è facilmente spiegabile perché si vadano sempre più diffondendo prodotti di cui una persona che conduce una vita normale non solo non ha bisogno ma che alla lunga possono causare pericolosi squilibri metabolici. Sono, inoltre, completamente privi di fibra grezza; è importante sottolineare il valore di questa componente dell’ alimentazione; i cibi che ne sono ricchi (farina e riso integrali e semiraffinati, la verdura cruda, la buccia di certa frutta) richiedendo una protratta masticazione e, distendendo le pareti gastriche, favoriscono la sensazione di sazietà, facilitano lo svuotamento e la eliminazione degli scarti contenuti nel grosso intestino e, pertanto, prevengono anche la comparsa di stitichezza.

fonte http://www.articlemarketingitaliano.it