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Perdere peso : 8 alimenti magici per perdere peso velocemente


Perdere peso...8 alimenti magici per perdere velocemente peso.

Nella nostra civiltà di abbondanza, non solo siamo mal nutriti, ma realmente sotto alimentati in certe categorie di nutrimenti. E questa sotto-nutrizione provoca delle conseguenze gravi sulla nostra salute. Vorreste sentirvi bene, meglio essere al top della vostra forma? Ecco un elenco di alimenti da consumare regolarmente che vi porteranno velocemente forma e salute.
Il Tè verde fa abbassare la tensione arteriosa, stabilizza il tasso di zucchero nel sangue ed aiuta a bruciare le calorie piuttosto che ad immagazzinarle. Favorisce la combustione dei grassi e fa abbassare la tensione arteriosa. È l'indispensabile per i regimi zero calorie! La cannella è consumata per i suoi effetti benefici sulla salute. È efficace grazie ad un flavonoide che ha proprietà di fare abbassare il tasso di zucchero nel sangue. È consigliato ai diabetici ed alle persone che vogliono controllare la loro glicemia. Permette di lottare contro l'invecchiamento, perché è ricca in antiossidanti, agisce contro l'influenza ed il raffreddore.
Da consumare nei vostri dessert, torte ecc...

Il limone possiede delle virtù digestive miracolose. Neutralizza le tossine, migliora ed accelera il processo di digestione, molto è consigliato alle persone che soffrono di soprappeso. Alleato a certi alimenti e consumato regolarmente, il limone permette di perdere peso. Consumare del limone in tutti i suoi stati .In conclusione, questo frutto è uno dei migliori custodi della salute, della forma e della linea. Le virtù dei frutti e verdure fresche non sono più da dimostrare. I frutti e verdure fresche hanno delle virtù fantastiche (albicocche pesche, datteri, pomodori ecc...) Le verdure secche. Dotate di miglia virtù, le verdure secche ( lenticchie ,fagioli ceci ecc) sostituiscono vantaggiosamente le proteine animali. I legumi sono ricchi in glucidi, senza colesterolo e di un potenziale elevato di fibre. Ideali per gli intestini pigri, aumentano l'effetto di sazietà. I legumi costituiscono una molto buona sorgente di ferro ,fosforo,di vitamina B e di calcio,di magnesio. La carne bianca (coniglio, pollo, agnello, pecora...) è meno calorica della carne rossa. Il pollo secondo un ultimo studio giapponese potrebbe aiutare contro le malattie cardiovascolari.

Il pesce è un alimento molto ricco in minerali, in proteine, vitamine. La razione calorica è più bassa di quella delle carni. Il pesce non fa ingrossare dunque. La parte di lipidi in un pesce resta minima meno del 5%, è un alimento non grasso. Il pesce contiene una quantità importante di vitamine e prati del 75% di acqua. Così il pesce è un potente regolatore del metabolismo umano. Dunque a degustare senza moderazione.

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Lo yogurt ed i suoi molteplici utilizzi

Lo yogurt è un alimento importante per la salute del nostro organismo. Ricco di calcio e proteine è molto più digeribile del latte e difficilmente crea intolleranze; ottimo quindi per tutti coloro che devono seguire una dieta ricca di calcio ma che sono intolleranti al latte in quanto la percentuale di lattosio contenuta è solo del 3%.
È l’alimento fresco per eccellenza, nutriente e gustoso e, grazie al suo contenuto di pro biotici, ottimo anche per la flora batterica. I pro biotici sono batteri vivi che apportano benefici al buon funzionamento dell’intestino, diminuendo la quantità di batteri negativi e incrementando la flora intestinale positiva.
Le origini dello yogurt sono molto antiche ma altrettanto incerte; probabilmente fu una scoperta casuale. Alcuni studiosi fanno risalire i primi utilizzi alle popolazioni bulgare; successivamente, in seguito alle migrazioni dei popoli e dei relativi scambi culturali, si diffuse anche in tutto l’Occidente, ne troviamo infatti tracce di uso tra i popoli fenici,  greci, egizi e  romani.
Probabilmente lo yogurt deve la sua nascita e diffusione come mezzo di conservazione del latte; alimento anch’esso utilizzato sin dalla notte dei tempi.
Abbiamo parlato delle molteplici qualità benefiche e curative di questo prezioso alimento, ma non possiamo trascurare anche l’aspetto del gusto. Esistono infatti numerose ricette con yogurt per preparare inediti piatti come: una vellutata di patate carote e yogurt o un più semplice condimento leggero per insalata che rende sicuramente più appetitoso questo semplice piatto. Anche in pasticceria si fa un notevole uso dello yogurt; lo possiamo trovare infatti tra gli ingredienti di una ciambella  al caffè e nocciola, nel cheesecake ma anche come variante al più calorico mascarpone nella preparazione del tiramisù. Al di là dell’utilizzo più o meno elaborato che ne andremmo a fare, ricordiamoci che un vasetto di yogurt con della semplice frutta fresca di stagione, è in grado di ristorarci in maniera sana ed equilibrata.





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L'importanza degli integratori aminoacidi


Chiunque pratichi un’attiva sportiva a livello agonistico conosce perfettamente l’importanza delle fasi di recupero e di una alimentazione corretta. L’atleta durante la giornata dovrebbe ricevere tutti i nutrimenti necessari all’organismo a sostenere impegnativi allenamenti. Talvolta è fondamentale abbinare ad una dieta ricca ed equilibrata degli integratorispecifici in grado di ottimizzare il rendimento fisico. Prima di assumere un qualsiasi prodotto integrativo, però, è fondamentale assicurarsi della sua qualità controllando la chiarezza delle informazioni sull’etichetta, l’imballaggio, le certificazioni e le garanzie del produttore. Gli integratori aminoacidi sono i più utilizzati perché sono considerati dalla maggior parte degli sportivi indispensabili per poter svolgere intensamente un’attività. Gli aminoacidi indispensabili ad un atleta sono tre leucina, isolucina e valina e per la loro struttura sono chiamati a catena ramificata. Presenti in alimenti come la carne e il formaggio stagionato, gli aminoacidi sono i nutrienti che costiuiscono le proteine e contribuiscono alla rigenerazione del tessuto muscolo scheletrico. La letteratura scientifica si divide per quanto riguarda la quantità di amminoacidi da assumere ogni giorno anche se studi più certi consigliano ad un atleta la dose di 1 g ogni 10 kg di peso corporeo. I momenti strategici per introdurre nell’organismo questi nutrienti potrebbero essere il post gara fase in cui si ha il massimo assorbimento, la sera per prevenire il catabolismo muscolare e prima di una competizioni di endurance per impedire la riduzione di del glicogeno nei muscoli. Il catabolismo può essere evitato anche associando agli amminoacidi carboidrati semplici e complessi, miscela che garantirà persino una maggiore energia. 

Meglio una nutrizione bilanciata che l’uso di integratori alimentari

Da un analisi condotta in america, emerge come l’uso degli integratori alimentari sia sempre più di uso comune nelle tavole degli americani.
Dalla ricerca si nota come l’uso degli integratori sia spesso abusato e più frequente in quelle famigle che non hanno problemi economici a differenza delle famiglie che non riescono facilmente ad arrivare a fine mese.
Molto spesso gli integratori vengono dati a tutte le fascie di età dei bambini, molto spesso, purtroppo, senza un vero consiglio medico.
La situazione italiana no è molto differente da quella americana, infatti molti pediatri lanciano l’allarme di un uso smodato degli integratori.
Nel nostro Bel paese, molto spesso questo è dato da una mancata consapevolezza da parte del genitore verso al nutrizione del bambino.
Molto spesso si evince da quello che dicono i pediatri, che le mamme percepiscono spesso come povera la dieta quotidiana del bambino, per questo cercano di integrarla con complessi vitaminici, che però , se assunti in dosi esagerate, sovraccaricano la digestione o i reni del bambino e possono provocare un sovrappeso infantile.
Per questo è sempre meglio un’alimentazione del bambino sana ed equilibrata, che permetta al bimbo di assumere tutti i principali nutrienti per una crescita del bambino robusta e bilanciata, magari pensata insieme ad una consulenza pediatrica.



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L'importanza del Pane

Il pane è uno degli alimenti base della nostra dieta e della cucina mediterranea. C’è chi preferisce la crosta e chi la mollica, ma a tutti piace questo prodotto tipico della nostra tradizione.

Anche se il prezzo del pane nell’ultimo anno ha continuato a salire, moltissime famiglie non hanno voluto rinunciare al pane sulle loro tavole. Quello del pane è infatti uno dei settori fondamentali della nostra alimentazione, è un alimento ricco di carboidrati, in una dieta equilibrata i carboidrati dovrebbero fornire il 50-55% delle calorie. Il pane come tutti gli alimenti presi singolarmente non è un alimento completo, è ricco di fibre in particolare quello integrale. Così alcuni hanno deciso di imparare a fare il pane a casa, certo non utilizzando leattrezzature per panificio, ma accontentandosi di elettrodomestici più piccoli e certamente meno raffinati.
Anche i risultati spesso non sono proprio quelli sperati ma lasciamo molto a desiderare.

Moltissime sono le macchine utilizzate in un moderno panificio, a seconda di ogni momento della produzione c’è una macchina precisa, come l’impastatrice o le spezzatrici, i dosatori e miscelatori, ma anche i diversi tipi di forno che si possono utilizzare. E lo stesso vale per le macchine da pasticceri, non è quindi certo possibile improvvisare un panificio o pasticceria. La pasticceria è un'arte che appartiene specificamente alla tradizione culinaria europea e alle tradizioni che da essa si sono generate, come quella Americana o creola. L'Alto Medioevo rappresenta un passo fondamentale verso il concetto di pasticceria nel senso oggi comune, grazie ai fiorenti traffici che portavano alcuni ingredienti fondamentali alle corti dei nobili. Tra questi zucchero di canna, cannella, zenzero, riso, sesamo, noce moscata, chiodo di garofano. A partire dalla metà del 1500 inizia quella che si configurerà come una rivoluzione del gusto. Di qui gli Europei portano molti ingredienti del tutto nuovi, tra cui il cacao destinato a trovare un posto di assoluto rilievo nella pasticceria moderna, ma anche caffè, zucchero e vaniglia. È da qui che l’arte della pasticceria ha assistito ad una vera e propria espansione, definendo la propria autonomia rispetto alla gastronomia globalmente intesa.

In Italia ogni regione ha una sua propria tradizione per la panificazione. Esistono infatti moltissimi tipi di pane tipici di una regione italiana, come per esempio la “michetta” o “rosetta”, un pane di forma rotonda, con la base piatta e con la tipica incisione a stella, è vuota all’interno per effetto di una prolungata lievitazione dell’impasto. È originaria della Lombardia. Oppure la “biova”, originaria del Piemonte, che è ottenuta con un impasto lievitato a lungo, ma anche con meno acqua. La mollica in genere è molto morbida. O anche il pane di segale, il più diffuso in Alto Adige, aromatizzato con semi di cumino.

Poi anche la “ciriola”, di tradizione romana, ha una forma allungata e una mollica molto morbida all’interno, mentre la “coppia”, di origine ferrarese, ha una particolare forma a quattro punte ed è a base di pasta dura. È quasi privo di mollica.

Non possiamo non citare anche il “casarau” o “carta da musica”, di antichissima tradizione sarda, si presenta come un disco sottilissimo di colore chiaro, croccante e friabile, e si ottiene con la semola e pochissima lievitazione. Spesso ora anche questi pani regionali si possono trovare anche in altre regioni, ma se non li trovate e li volete assaggiare li troverete di certo nelle numerose e gustosissime fiere panificazione.



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La cura del corpo

La cura del proprio corpo è un momento fondamentale della nostra giornata. Che si tratti di creme, massaggi, trattamenti viso-corpo oppure esercizi fisici e palestra, nessuno ormai può rinunciare a dedicare un po’ di tempo a se stesso.

Moltissimi sono i metodi e gli strumenti che abbiamo a disposizione, e ognuno ovviamente può scegliere quello più adatto a sé e alle proprie esigenze.
Dalla pulizia del viso dall’estetista, dedicata sia a donne che uomini, al rimodellare la propria forma fisica in palestra, la cura del corpo ha varie forme.

Certo ognuno di noi dovrebbe fare almeno una moderata attività fisica se non ogni giorno, almeno qualche giorno a settimana. Ma non tutti si divertono andando in palestra, luoghi spesso molto affollati, dove gli esercizi dopo un po’ sembrano ripetitivi e monotoni. E dove spesso chi ha problemi di linea si può sentire anche a disagio.

Curare il proprio corpo vuol dire anche curare noi stessi, nella nostra interezza. Anche se passiamo la maggior parte della giornata seduti, è importante trovare dei momenti per dedicarsi a qualcos’altro. Per chi vuole dimagrire, per esempio, una semplice dieta spesso non è la soluzione ideale, se poi si passano dalle otto ore in su fermi su una sedia. La dieta farà pure dimagrire ma ci metteremo anche poco tempo a riguadagnare i chili persi.

Chi non può o non vuole andare in palestra, può sempre comprare da mettere in casa alcuni attrezzi ginnici, che così potrà usare a suo piacimento nei momenti liberi, come per esempio una pedana sussultoria, che non solo è utile per il drenaggio dei liquidi, combattere la cellulite, ma è anche un divertente esercizio che ci permette di stare in forma, tonificando e rassodando i muscoli.

Esistono anche molte altre alternative, come i trattamenti estetici, dal massaggio, al trattamento rassodante, alla pressoterapia. Ormai ne esistono davvero per ogni specifica esigenza, e la maggior parte dei centri estetici li eseguono quotidianamente.

Una tecnologia molto usata in vari trattamenti estetici, o comunque per il benessere fisico e nelle cure terapeutiche per il proprio corpo è la terapia ultrasuoni. Gli ultrasuoni sono delle onde meccaniche sonore. Però le frequenze che caratterizzano gli ultrasuoni sono superiori a quelle mediamente udibili da un orecchio umano. Gli ultrasuoni trovano larga applicazione in campo medico, come per esempio nelle ecografie, ma anche in alcuni apparecchi per aerosol, e in molti esami che non prevedono l’asportazione o la distruzione di campioni di materiale.
Gli ultrasuoni hanno diverse applicazioni, sia per la depilazione, per la cura della cellulite e altri trattamenti per il benessere del nostro corpo.

Chi non ha mai sognato di farsi coccolare, massaggiare, frizionare da mani esperte? In questo campo le novità e le nuove tecnologie non mancano mai. Le azienda sono sempre alla ricerca di nuove idee per la cura e il benessere del nostro corpo. Proprio per questi motivi ognuno di noi, anche il più pigro che proprio non voglia uscire di casa potrà trovare tecniche e strumenti adatti a soddisfare le proprie esigenze.

Non perdete l’occasione di dedicarvi a voi stessi, il vostro corpo ha bisogno di tutto il vostro amore!





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Come un Seno Piccolo si può Ingrandire


Quanto segue ha livello puramente indicativo e quanto detto si riferisce all'illustrazione dei vari rimedi possibili, la decisione su quale metodo seguire per ottenere il risultato desiderato dovrà avere come riferimento comunque una persona che abbia una competenza certificata riguardo agli aspetti trattati in questo articolo.
Un seno piccolo può farti sentire a disagio e può influire in maniera negativa sul tuo sex appeal, la genetica ricopre un ruolo chiave nelle nostre forme e così ci sono persone dotate ed altre meno, ma comunque molto può essere fatto per migliorare il proprio aspetto e il seno non fa eccezione. Ci sono molti modi per avere un aspetto migliore e si possono così classificare: reggiseni push-up e a balconcino e relativi accessori, ginnastica e dieta, integratori alimentari e chirurgia cosmetica.
Se vuoi solo giocare sull'apparenza allora puoi usare i classici push-up o i reggiseni a balconcino, puoi anche usare accessori come lunette, inserti sottoseno e coppe oppure puoi anche incrociare le bretelle in quanto alzerà il seno ponendolo in evidenza.
Attraverso l'esercizio e un'opportuna dieta un accrescimento delle dimensioni può essere ottenuto esercitando la parte superiore del tronco in quanto il seno è posto sopra i muscoli pettorali, tale esercizio alzerà il seno evidenziandolo e vista la sua composizione primariamente adiposa un'opportuna dieta aiuterà sicuramente: molti cibi, principalmente la soia, contengono isoflavoni che sono dei fitoestrogeni vegetali che hanno una struttura chimica molto simile a quella degli estrogeni femminili e quindi ne emulano il comportamento. I semi di sesamo, di lino e l'applicazione sul petto degli oli derivati possono dare un notevole contributo, erbe come il finocchio,il fieno greco, la verbena, la galega e l'avena che è un cereale sono ben conosciuti per il loro benefico apporto. I trattamenti per il seno presenti sul mercato sono basati su queste erbe e sulla loro capacità di stimolare il sistema ormonale con conseguente crescita del seno in termini di volume. L'alimentarsi di cibi ricchi di fitoestrogeni dovrebbe essere accompagnato anche dall'assunzione delle erbe menzionate in quanto da soli non sono in grado di dare il fabbisogno di fitoestrogeni richiesto per produrre la dovuta spinta ormonale.
Abbiamo parlato all'inizio di genetica e di come sia importante, i metodi illustrati producono risultati benefici ma non possono stravolgere la struttura fisica del seno così se hai già provato i rimedi esposti e non sei soddisfatta dei risultati allora hai pensato alla chirurgia estetica come ad una possibile soluzione. Per avere un seno perfetto la chirurgia è un percorso obbligato, molte modelle vi ricorrono in quanto un corpo perfetto per loro è essenziale. Ovviamente non è una decisione da prendersi alla leggera: richiede infatti una ponderata valutazione dei pro e dei contro, dei costi e dell'effettiva necessità, ma se sei già decisa nel compiere questo passo allora dovrai documentarti in maniera più approfondita su questo tipo di intervento e sulle sue varianti.
La scelta del chirurgo è fondamentale: il costo varia come la qualità del servizio offerto ma si può risparmiare notevolmente senza per questo optare per un trattamento di seconda classe, infatti è comune farsi operare in altri paesi dove si possono trovare professionisti di tutto rispetto ma a prezzi decisamente inferiori tanto che il costo del viaggio e dell'operazione messi insieme sarebbero comunque inferiori a quanto si spenderebbe nel proprio paese.

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Per una buona forma fisica: pasti frazionati ed integratori vitamine

La formazione di un buon giocatore di pallavolo non comprende solamente delle specifiche caratteristiche fisiche, come elevata statura e buona muscolatura, ma anche alcune regole comportamentali e l’acquisizione di tecnica e tattiche di gioco. Allenatori e preparatori consigliano sempre ai propri atleti di seguire una dieta varia e bilanciata con pasti ripartiti durante l’intero arco della giornata. Tali suggerimenti consentono di raggiungere la migliore forma fisica e far fronte ad eventuali attacchi di fame o cali di rendimento. E’ fondamentale, inoltre, consumare determinati cibi nei pasti che precedono una competizione prediligendo pasta o pane conditi con olio di oliva e parmigiano, alimenti altamente digeribili e molto energetici. Durante il pranzo non deve mancare un consumo notevole di liquidi, per evitare che durante la partita l’atleta sia colto da crampi improvvisi e dolorosi, e a fine pasto può seguire una deliziosa fetta di crostata. Prima di ogni allenamento, invece, è buona abitudine fare uno spuntino leggero con uno yogurt, una porzione di dolce o un frutto accompagnati da un succo di frutta oppure da integratori vitamine. A fine giornata, quando diventa necessario restituire all’organismo i nutrimenti persi durante la giornata, la soluzione migliore è un pasto composto dalle proteine presenti in carne, pesce o legumi, dalle vitamine e i sali minerali delle verdure e da una modesta porzione di carboidrati. Un tecnico esperto nel campo dell’alimentazione sportiva può anche suggerire l’integratore più efficace da abbinare alla dieta per un recupero più veloce.


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Hai dei problemi ad infilare il costume????


Seno tonico, fianchi ben modellati, gambe scattanti, glutei scoltiti e contorni levigati.
Tutto questo ti sembra un sogno ?
No, se decidi ora di dedicare al tuo corpo una serie di attenzioni quotidiane, iniziando da una alimentazione sana e corretta.
Un buon punto di partenza per realizzare tutto questo è una dieta bilanciata accompagnata da un sufficiente apporto di acqua e un po' di esercizio fisico.
Se riuscirai a combinare queste tre componenti fondamentali per il benessere quotidiano, di sicuro questa estate potrai fare ... invidia !
Il sistema di "Nutrizione Intelligente Herbalife" ti aiutera' a raggiungere i tuoi obiettivi di benessere in modo pratico ed efficace.

L'esclusivo concetto Herbalife di "Nutrizione Intelligente", si fonda su un'alimentazione equilibrata
e ruota intorno a cinque prodotti: Formula 1, Formula 2, Formula 3, Multifibre e Thermojetics.
Questi prodotti abbinati auna dieta bilanciata ed ad uno stile di vita sano,
sono il punto di partenza per indossare il tuo costume senza alcun timore.
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Le proteine!!


Il termine proteina fu utilizzato dal chimico olandese Mulder nel 1838 per mettere in evidenza il ruolo di primaria importanza che queste sostanze rivestono negli organismi viventi:proteios in greco significa infatti "che occupa al primo posto".
Rappresentano il 14-18 per cento dell'organismo umano e sono state definite come macchine molecolari molto sofisticate che elaborano energia, sostanze e informazioni. Chimicamente, sono composti organici quaternari molto complessi. La loro molecola é piuttosto grande e costituita da lunghe catene di composti piu' semplici detti amminoacidi, la cui combinazione può dar luogo ad un numero elevatissimo di composti diversi. Nell'uomo infatti, sono presenti oltre 50.000 differenti proteine.

Fondamentali in ogni tipo di dieta, la loro funzione nell'organismo segue un atteggiamento dinamico che comporta, senza interruzioni, il loro logorìo e la loro sintesi. Basti pensare che le proteine dei muscoli hanno una vita media di 180 giorni, quelle del fegato di 10 giorni, mentre per l'insulina una vita in circolo di soli 10 minuti. La sintesi può essere assicurata soltanto dall'alimentazione, attraverso l'apporto di materiale proteico.
Le proteine svolgono un numero elevato di compiti:
  1. modulano l'espressione dei geni e intervengono nella duplicazione, trascrizione e traduzione del DNA
  2. regolano il metabolismo, come enzimi e come ormoni
  3. trasportano svariate molecole attraverso i liquidi circolanti e attraverso le membrane cellulari
  4. intervengono nella coagulazione del sangue
  5. proteggono l'organismo dalle infezioni (anticorpi)
  6. danno luogo a strutture contrattili
  7. partecipano alla generazione e alla trasmissione degli impulsi nervosi
  8. costituiscono la struttura dei tessuti di sostegno animali
  9. rappresentano forme di deposito di principi nutritivi a cui attingono l'embrione oppure il lattante
Le proteine si trovano in quantità piu' o meno significative nella quasi totalità degli alimenti. Ne sono completamente privi:
  1. lo zucchero;
  2. gli oli;
  3. le bevande alcoliche;
  4. qualche bevanda analcolica (cola, acqua tonica, spuma...).
Le proteine alimentari, ad eccezione degli anticorpi e di alcuni enzimi, non sono indispensabili in quanto tali, ma perchè costituite da amminoacidi, composti che l'organismo richiede per poter poi ricostruire le proprie proteine ed altre molecole di importanza biologica. Per un adulto sano, è stato stabilito un apporto proteico di sicurezza pari a 0,75g per Kg di peso corporeo al giorno di proteine di alta qualità, ossia provenienti da alimenti di origine animale.

Le proteine in eccesso rispetto al fabbisogno non vengono immagazzinate: gli amminoacidi che se ne ricavano subiscono il catabolismo ossidativo o vengono trasformati in glucosio. Se la quantità di calorie fornita dalla dieta è invece insufficiente, gli amminoacidi vengono utilizzati in tutto o in parte per produrre energia.

La dieta per invecchiare bene

Invecchiare bene è l'unico modo per vivere a lungo ed una buona dieta è il trucco più importante. Il segreto dell'eterna giovinezza consta di uno stile di vita e un'alimentazione equilibrata. Vivere a lungo non è facile. Il problema principale è come arrivare ad un lungo traguardo in condizioni dignitose. Dunque, un giusto apporto di vitamine e di minerali, un'alimentazione corretta aiuta ad aumentare la vita dell'uomo. La moderna ricerca scientifica ha individuato le regole della longevità: individuazione del giusto apporto di nutrienti, riduzione di calorie, corretta attività fisica e assunzione di antiossidanti.

Abbuffarsi è sbagliato
Per l'organismo è meglio consumare quotidianamente diversi spuntini piuttosto che introdurre pasti abbondanti che forniscono lo stesso numero di calorie. Suddividere le calorie inotto piccoli pasti apporta numerosi vantaggi alla salute. Il corpo presenta delle esigenze diverse a seconda dell'età. Da 0 ai 12 anni i bambini hanno bisogno di molto calcio. Appena nati sono alle prese con la costruzione del loro corpo e il fabbisogno calorico va soddisfatto adeguatamente secondo l'età. Ad un neonato bastano 400 calorie al giorno mentre un bambino di circa tre anni deve assumere 1300 calorie. Dai 13 ai 19 anni l'adolescente ha bisogno di molto ferro in quanto le trasformazioni fisiche sono tantissime. Una dieta ricca e completa di circa 2000 calorie è indispensabile affinché lo sviluppo si compia del tutto. Gli alimenti ideali da assumere durante questa fase sono la carne rossa, gli ortaggi, le verdure, ilegumi, le uova e la frutta. Dai 20 ai 40 anni il fabbisogno di calorie diminuisce dalle 2000 alle 1800 calorie. L'organismo ha bisogno di più vitamine e il corpo impara a utilizzare meglio le calorie grazie alle vitamine coinvolte nel processo vitale. La vitamina E aiuta a mantenersi giovani e tonici mentre la A previene le infezioni. Dai 41 ai 60 anni i nutrizionisti insistono su un maggiore apporto di fibre. Preziose per la loro funzione le vitamine del gruppo B contenute nei cereali integrali, sono ricche di sali minerali. I grassi, invece, sono le sostanze più temute perché contengono colesterolo e minacciano la linea.

Attenzione ai piaceri
Una tazza di caffè rappresenta un desiderio di tutti la cui assunzione si ripete più volte nell'arco della giornata. Ma dopo i 40 anni l'assunzione di caffè tende a eliminare il calcio, alleato prezioso per prevenire l'osteoporosi. Pertanto bisogna ridurre la quantità di caffè ingerito e l'assunzione di alcool che brucia minerali e vitamine. Anche i dolci fuori pasti devono essere evitati.

I frullati che aiutano i muscoli!!!

Dopo l'allenamento in palestra, proprio quando ti stai riposando
il tuo corpo ricostruisce il tessuto muscolare. Aiutalo in questa
delicatissima operazione bevendo dei frullati specifici per questo obiettivo!
Ve ne consigliamo uno da bere prima dell'attività fisica e uno post-allenamento!

Frullato energetico
Un concentrato di energia e forza per affrontare
con grinta l'allenamento quotidiano!

Quando berlo?
assumerlo 1/2 - 1 ora prima dell'allenamento.
Ottimo anche durante la definizione, soprattutto con il latte di soia.

Ingredienti: (per 1 persona)
• 4 Albumi
• 1 Tuorlo
• 250 ml di latte scremato ( o 250 ml di latte di soia )
• 1 banana matura
• 1 cucchiaino di fruttosio
• 1 cucchiaio di olio d'oliva
• a piacere 1 o 2 tazzine di caffe' o 1 cucchiaino di cacao magro

Preparazione:
Frullare il tutto finchè il composto non diventa abbastanza liquido.
Aggiungete del latte di soia se lo preferite meno denso

Tempo: 10 minuti


Il frullato di Mister Muscolo
Non è un semplice frullato ma un vero mix di carboidrati, proteine, vitaminaC e fibre.

Quando berlo?
Nelle 2/3 ore successive all'allenamento

Ingredienti
- 5 cubetti di ghiaccio
- 180 ml di latte di soia
- 120 gr. di fragole (se non è la stagione vanno bene anche surgelate)
- 1/2 banana
- 120 gr. di succo di mirtilli
- 1 tuorlo d'uovo

Preparazione:
Inserite tutto nel frullatore fino a quando il composto sarà omogeneo e spumoso.

Tempo: 10 minuti

La dieta dei vip - La dieta Beverly Hills


La dieta Beverly Hills si basa sul principio di perdere peso rispettando delle regole che riguardano l'ordine di cui assumiamo i cibi.

La dieta dei vip o dieta di Beverly Hills è basata prevalentemente sul consumo di frutta esotica. Questa dieta è stata ideata da Judy Mazel ed ha le sue fondamenta sugli enzimi che sono dei catalizzatori.

Come funziona la dieta dei vip o dieta Beverly Hills
La dieta Beverly Hills, chiamata anche dieta dei vip, si basa sul principio che gli enzimi presenti nel nostro corpo si sbilanciano quando mangiamo contemporaneamente proteine e carboidrati (carne e pasta), provocando nel tempo un aumento di peso e anche dei disturbi digestivi. Il principio più importante in questa dieta ce l'ha la frutta esotica che viene digerita grazie agli enzimi della frutta stessa, senza alcun bisogno di attingere agli enzimi del nostro corpo.

Per rendere chiaro le basi du cui si fonda la dieta dei vip, prendiamo in considerazione il tempo per digerire una mela. Esso è di circa quindici minuti, molto breve quindi.
Le proteine che sono contenute nella carne o nel formaggio hanno invece dei tempi di digestione molto più lunghi. Queste ostacolano la digestione della frutta. Inoltre la combinazione di proteine e carboidrati nello stesso momento non è una delle più felici, perchè gli enzimi delle proteine non riescono ad interagire con quelle dei carboidrati.

L'elemento chiave nella dieta di Beverly Hills è quindi la frutta, ma attenzione. Solo una tipologia di frutto alla volta deve essere consumata.
Gli alimenti nella dieta dei vip
La dieta Beverly Hills si articola in più fasi: durante i primi 7 giorni si mangia solo ed esclusivamente frutta esotica, soprattutto ananas. Dopo questo periodo di disintossicazione è possibile introdurre gradualmente altri cibi che andranno consumati preferibilmente alla sera. Non serve pesarli.
La dieta dei vip per la prima settimana
La dieta dei vip di Beverly Hills prevede che la prima settimana dovete assumere quattro pasti composti da frutta diversa fra loro ad ogni pasto. Non potete assumere frutta di diversi tipi nello stesso pasto.
Quindi a colazione se decidete di mangiare ananas,non potrete mangiare nessun altro alimento.
Inoltre cambiate sempre ad ogni pasto il tipo di frutta mangiato nel pasto precedente.

Una volta passata la prima settimana, la dieta dei vip permette di introdurre anche altri elementi come carne e pesce, ma non permette di assumerli nello stesso momento.
La dieta dei vip dopo la prima settimana
1° giorno
soltanto ananas, ananas e ananas, concludete la giornata con pannocchie e insalata.

2° giorno
prugne per colazione,
spuntino di fragole dopo un ora e mezza
pranzo mele
spuntino dopo due ore banane
Cena pesce grigliato 200 grammi

3° giorno
uva, bianca e nera per colazione,
spuntino di frutti di bosco dopo un ora e mezza
pranzo banane
spuntino dopo due ore arance
Cena pollo o tacchino 200 grammi

4° giorno
pere per colazione,
spuntino ananas un ora e mezza
pranzo papaya
spuntino dopo due ore mango
Cena Manzo 200 grammi

Tutta la frutta può essere mangiata, con una preferenza a quella esotica.
Ecco qui di seguito un elenco completo dei frutti esotici piu' disparati, provenienti principalmente dai paesi dal clima tropicale dell'Africa, dell'Asia e dell'America.

Alchechengi
- Anacardio
- Ananas
- Avocado
- Babaco
- Banana
- Carambola
- Cherimoya
- Dattero
- Durian
- Feijoa
- Frutto della passione
- Guava
- Kiwano
- Kumquat
- Lime
- Litchi
- Mango
- Mangustan
- Noce di cocco
- Papaia
- Pitaya
- Rambutan
- Salak
- Sapodilla
- Tamarindo

Anche gli altri giorni (fino alla fine della dieta - dopo cinque settimane) mangerete sempre frutta e qualche giorno di sera un'insalatona oppure una bistecca o pesce . Soltanto il quattordicesimo, il ventiseiesimo e il ventisettesimo giorno sono liberi.
Dopo cinque settimane avrete perso parecchio peso, almeno secondo Judy Mazel, dopodiché fate attenzione a non ingrassare nuovamente !

E' bene tenere presente che le quantità elevate di frutta esotica sovraccaricano l'organismo e soprattutto l'intestino.
Un regime alimentare come questo proposto da Judy Mazel è sconsigliato a donne in gravidanza, bambini o chi ha una vita sportiva intensa.

La dieta del cioccolato? ESISTE!


Una delle caratteristiche più importanti di una dieta è il rispetto delle preferenze individuali in materia di gusto ed appetibilità degli alimenti.
Il cioccolato è uno di quei piaceri a cui si rinuncia più a malincuore quando si inizia una nuova dieta. In realtà, come vedremo in questo articolo, utilizzando un po' di buon senso, è possibile consumare tranquillamente questo alimento, conciliandolo con gli altri cibi previsti dal piano dietetico settimanale.

Cioccolato si, cioccolato no

I numerosissimi composti identificati nel cacao, pur differendo tra loro per struttura chimica ed attività biologica, donano a questo alimento importanti caratteristiche.
Dieta CioccolatoPrestigiose ricerche, come quella commissionata nel 2003 dall'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran), sottolineano le proprietà cardioprotettive del cioccolato fondente. Tali caratteristiche sono legate al prezioso contenuto di antiossidanti (polifenoli). Queste sostanze, oltre a rallentare i processi di invecchiamento, avrebbero addirittura il pregio di abbassare i livelli di colesterolo e di pressione arteriosa. Tutti questi effetti salutari sono tuttavia prerogativa del cioccolato fondente dato che quello al latte non sembra aver in tal senso alcun effetto benefico.
L'effetto psicoattivo, proprio di qualsiasi tipo di cioccolato, è invece legato alla presenza di piccole tracce di alcaloidi (caffeina, teobromina, feniletilammina) e serotonina (importante neurotrasmettitore cerebrale). L'insieme di queste sostanze oltre a migliorare umore ed attenzione sarebbe in grado di dare una certa dipendenza. Il cosiddetto cioccolismo (incapacità di rinunciare a tale alimento proprio come fosse una droga) rischia in molti casi di far fallire miseramente il piano alimentare previsto dalla dieta.
Il cioccolato ha inoltre un discreto contenuto in fibre, vitamine (tocoferoli e vit. PP) eminerali (magnesio). Molte persone attribuiscono al cacao anche un potente potereafrodisiaco.
Tra le numerose proprietà nutrizionali del cioccolato rientra anche un grosso difetto legato all'eccessivo potere calorico.

 CIOCCOLATO FONDENTECIOCCOLATO AL LATTE
   
CARBOIDRATI5448.4
PROTEINE5.88.9
GRASSI3437.6
ACQUA1.11.7
COLESTEROLO016
SODIO11120
FIBRE8.08.0
    CALORIE    545    568

Come riportato in tabella, 100 grammi di cioccolato contengono in media circa 550 calorie, che per una signora sedentaria rappresentano quasi la metà del fabbisogno energetico quotidiano (poco meno del 40%, vedi: calcolo calorie).
Senza dubbio si tratta di un aspetto molto limitativo, soprattutto per una persona che non svolge regolare attività fisica e che per questo motivo necessita di poche calorie.

Dieta e cioccolato

Riportiamo, a scopo puramente indicativo, lo schema di una possibile dieta per gli amanti del cioccolato da 1400-1600 calorie al giorno.

Colazione: una cioccolata calda con 6 mandorle macinate e due cucchiaini di zucchero + 3 biscotti (40 g)
Spuntino: yogurt naturale p. scremato
Pranzo: pasta 80 grammi + legumi (150 g) + 1 cucchiaio di olio di oliva
Spuntino: barretta proteica gusto cioccolato 50 g
Cena: 1 cucchiaio di olio di oliva + verdure a piacere + 150 g di petto di pollo

Colazione: latte p. scremato (400ml), cereali integrali ricchi in fibra gusto cacao (50g)
Spuntino: un kiwi + 3 noci
Pranzo: pasta 80 grammi + salmone 100 g + 1 cucchiaio di olio di oliva + passata di pomodori
Spuntino: tavoletta da 50 grammi di cacao extrafondente
Cena: 1 cucchiaio di olio di oliva + verdure a piacere + 2 uova

Colazione: 2 yogurt vaniglia e stracciatella (tot. 250g) con 6 mandorle macinate
Spuntino: una mela grande
Pranzo: riso 80 grammi, con verdure alla griglia, 150 grammi di petto di pollo e un filo d'olio
Spuntino: un caffè e due cioccolatini alle nocciole
Cena: pesce spada alla griglia (250 grammi) + verdure a piacere + 1 cucchiaio di olio di oliva

Colazione: 4 fette biscottate con cioccolato da spalmare ed un bicchiere di latte (250 ml)
Spuntino: una mela grande
Pranzo: bruschettone (80-100g) con pomodoro a piacere, un filo d'olio e tonno (una scatoletta grande 112 grammi)
Spuntino: barretta proteica gusto cioccolato 50 g
Cena: 1 cucchiaio di olio di oliva + verdure a piacere + arista di maiale (150 g)

Colazione: mandorle (6), nocciole (8), fichi secchi (3) un cucchiaio di uva passa
Spuntino: yogurt naturale p. scremato
Pranzo: macedonia di frutta, bistecca di vitello (150 g) pane (50 g)
Spuntino: tavoletta da 50 grammi di cacao extrafondente
Cena: patate lessate (250 grammi) un filo d'olio, un hambrugher di manzo magro (100 grammi)

Dieta iperproteica


La dieta iperproteica è un particolare regime alimentare caratterizzato da un ridotto consumo di carboidrati abbinato ad un elevato apporto di proteine e grassi.
Prima di analizzare pregi e difetti della dieta iperproteica è bene aprire una piccola parentesi sulle proteine e sulla loro funzione nel nostro organismo:
le proteine o protidi (dal greco proteios, "primario") comprendono un ampio gruppo di composti organici formati da sequenze di aminoacidi legate tra loro attraverso legami peptidici.
La principale funzione delle proteine è quella di rifornire i tessuti degli aminoacidi necessari per i processi di rinnovamento cellulare (funzione plastica).
Le proteine hanno in particolari condizioni anche funzione energetica, ma in una alimentazione bilanciata questo ruolo è marginale. Tale processo è invece attivo durante il digiuno prolungato o nel bel mezzo di un'attività fisica impegnativa di lunga durata. In entrambi i casi gli aminoacidi a catena ramificata (leucina, isoleucina, valina) vengono degradati a scopi energetici.

dieta iperproteicaFABBISOGNO GIORNALIERO RACCOMANDATO

I nutrizionisti consigliano di assumere durante l'arco della giornata una quantità di proteine pari a circa il 15-20% dell'apporto calorico giornaliero. Tale dose corrisponde grossomodo ad un apporto proteico pari a 0,8-1,2 g di proteine per Kg di peso corporeo. Per garantire la corretta funzionalità dell'organismo e proteggerlo da alcune malattie queste proteine dovrebbero derivare per i 2/3 da prodotti di origine animale e per 1/3 da prodotti di origine vegetale (legumi). I legumi sono infatti alimenti ricchi di fibre e vitamine che regolano la funzionalità intestinale proteggendo al tempo stesso l'organismo dalle tossine e dai residui chimici, spesso contenuti nella carne.
La dieta iperproteica prevede invece apporti nettamente superiori nell'ordine di 1,8-2,2 g/Kg.

ECCESSO DI PROTEINE NELLA DIETA: SVANTAGGI DELLA DIETA IPERPROTEICA

Come possiamo vedere dallo schema riportato in figura le conseguenze di un consumo eccessivo di proteine dipendono dalla quantità totale di energia introdotta durante la giornata.

dieta iperproetica


In particolare se la quantità di calorie assunte sotto forma di carboidrati e lipidi è sufficiente a coprire le richieste energetiche, l'eccesso di proteine si trasforma, inevitabilmente, in grasso di deposito (dieta iperproteica e ipercalorica).
Se la quantità di energia assunta sotto forma di carboidrati e lipidi non è sufficiente a coprire le richieste energetiche l'eccesso di proteine viene invece utilizzato per ricavare energia (dieta iperproteica ipocalorica).
In ogni caso, entrambi i processi portano ad un aumentato impegno renale necessario per l'eliminazione dell'azoto contenuto nelle proteine. Per questo motivo è molto importante associare sempre ad una dieta iperproteica un adeguato apporto di acqua (minimo due litri al giorno).

VANTAGGI DELLA DIETA IPERPROTEICA E IPOCALORICA

Una dieta ricca di proteine mantiene costanti i livelli di insulina, aumenta il metabolismo basale, stimola la lipolisi e di conseguenza il dimagrimento.
Una dieta iperproteica favorisce la secrezione di ormoni anabolici come il testosterone ed ilGH. Tale effetto è importante soprattutto per chi pratica sport di potenza (rugby, sollevamento pesi, gare di sprint, culturismo ecc.). Proprio questi atleti sono tra i maggiori sostenitori delle diete iperproteiche.
Effettivamente un simile regime alimentare ha una certa efficacia nel favorire l'aumento di massa muscolare e la riduzione del grasso corporeo. Per tutelare la propria salute è tuttavia importante che l'iperproteicità sia soltanto uno degli aspetti della dieta e che il concetto non venga portato agli estremi. Tutte le diete che estremizzano un determinato concetto nascondono infatti dei risvolti negativi. Per questo motivo abbiamo cercato di riassumere i punti caratteristici della dieta iperproteica rivisitandoli in chiave salutistica:

prima di intraprendere un nuovo regime dietetico rivolgiti ad un medico specializzato per accertarti che non ci siano controindicazioni. La dieta iperproteica è controindicata soprattutto in caso di problemi epatici e renali (insufficienza renale, nefropatia diabetica ecc.). Non è invece adatta a chi pratica sport di resistenza come la corsa o il ciclismo.

Limita il consumo di zuccheri semplici (zucchero, dolci, bevande zuccherate ecc.) e più in generale di alimenti ad alto indice glicemico (soprattutto alla sera).
Limita il consumo di pane, pasta, riso e cereali in genere evitando di associarli tra loro all'interno dello stesso pasto. Preferisci invece frutta e verdura, cruda o cotta al vapore, preferibilmente di stagione.
Aumenta il consumo di proteine e grassi nella dieta rispettando comunque le seguenti regole:

preferisci la carne bianca (pollo, tacchino, coniglio) alla rossa (manzo, maiale), ma non escludere completamente quest'ultima dalla dieta.
Riduci il consumo di formaggi grassi  e preferisci quelli "magri" come ricottapiemontese, mozzarella, certosino, robiola, crescenza, fiocchi di latte.
Limita il consumo di insaccati e carne conservata, soprattutto di quella grassa e di quella in cui tra gli ingredienti compaiono i nitriti (E249 E250).
Non saltare mai la prima colazione o gli spuntini
Almeno 3 volte alla settimana sostituisci la carne con il pesce.
Almeno 3 volte alla settimana sostituisci la carne con i legumi.
Per incrementare l'apporto di grassi nella dieta aumenta il consumo di frutta secca, accompagnandola ad un frutto durante gli spuntini. Condisci le pietanze con olio di oliva senza demonizzare il burro, le uova ed i grassi saturi in genere (ad esempio loyogurt non deve essere necessariamente magro, meglio invece evitare quello alla frutta, spesso troppo ricco di zuccheri). Evita di consumare acidi grassi "trans" oidrogenati (contenuti nella margarina, nel burro di arachidi e in molti alimenti da forno che li contengono).
L'apporto di proteine non dovrebbe comunque superare gli 1,8-2 grammi/kg di peso corporeo o il 18-22% dell'apporto energetico quotidiano.
La quota di grassi nella dieta non dovrebbe comunque superare il 40-45% dell'apporto energetico quotidiano.

E la dieta vegetariana?


L'interesse nei confronti della dieta vegetariana è aumentato molto in questi ultimi anni, grazie anche dallo scalpore suscitato da recenti vicende come l'influenza aviaria o la cosiddetta "mucca pazza". Molte persone aderiscono a questo modello alimentare spinte da considerazioni ideologiche, altre soltanto perché la ritengono una dieta particolarmente efficace e salutare.

Un po' di chiarezza…

Nell'immaginario comune la dieta vegetariana viene spesso intesa come un regime alimentare semplice privo di prodotti di origine animale. In realtà il concetto è ben più ampio dato che nella grande famiglia del vegetarianesimo si possono far rientrare diversi modelli alimentari:
dieta vegetariana: è vietato il consumo di carne e pesce (molluschi e crostacei compresi) mentre sono consentiti alimenti derivanti dagli animali come uova, latte, formaggi e  miele (latte-ovo vegetariani); il lacto-vegetariano oltre a carne, pesce e selvaggina esclude anche le uova
dieta vegana: rinuncia a tutti i prodotti di origine animale, compresi i derivati (dieta vegetariana "in senso stretto")
dieta crudista: basata sul solo consumo di frutta e verdure crude
dieta fruttista: sì solo a frutta, semi oleosi e  semi germogliati
dieta eco-vegana: simile alla tradizionale dieta vegana impone il consumo di soli alimenti vegetali provenienti da coltivazioni biologiche o bio-dinamiche.
La dieta vegetariana ha radici antichissime e le motivazioni che spingono una persona ad adottarla possono essere numerose (religiose, etiche, economiche, ecologiche, salutiste, ecc.). In questo articolo ci concentreremo soprattutto sull'aspetto salutistico, analizzando pregi e difetti della dieta vegetariana e proponendo qualche esempio di menù vegetariano correttamente bilanciato.

Pregi della dieta vegetariana

La dieta vegetariana, associata ad uno stile di vita salutare, riduce il rischio di queste malattie legate allo stile di vita moderno:
diabete;
ipertensione;
obesità ;
iperlipidemia;
alcune forme di cancro come quello al colon (per la presenza in letteratura di dati contrastanti il rapporto tra alimentazione e cancro rimane tutt'oggi ancora controverso);
malattie alle coronarie.
  1. DIABETE: una dieta ricca di fibre e carboidrati complessi e povera di Grassi migliora il controllo della concentrazione ematica di glucosio.
  2. MALATTIE CARDIOVASCOLARI: il consumo di frutta, verdura e fibre riduce il rischio dipatologie coronariche.
  3. ICTUS: l'aumentato consumo di frutta e verdura tipico della dieta vegetariana riduce la mortalità per questo tipo di malattia.
Potassio, antiossidanti, acido α-linolenico e folati presenti in frutta e verdura contribuiscono a ridurre i livelli ematici di colesterolo e la pressione sanguigna
Secondo i suoi sostenitori una dieta vegetariana, intesa sia come lacto-ovo-vegetariana che vegana, è in grado, da sola e senza integrazioni, di soddisfare le raccomandazioni correnti per tutti i nutrienti. 

Difetti della dieta vegetariana

I classici problemi della dieta vegetariana riguardano la presunta carenza di ferro, vitamina B12, vitamina D, proteine e calcio (soltanto nel caso vengano eliminati dalla dieta anche latte e derivati). Se è vero che è possibile soddisfare i bisogni di questi nutrienti evitando il ricorso a prodotti animali non si può tenere conto di alcuni aspetti molto importanti:
non tutte le persone possiedono approfondite conoscenze in campo alimentare e dietetico; in assenza di tali basi è  molto facile cadere in errore, basta infatti discostarsi anche di poco dai modelli alimentari proposti (per esempio sostituendo il radicchio verde con quello rosso) per ridurre l'apporto dinutrienti al di sotto dei valori consigliati (in questo caso si genererebbe un importante deficit di ferro).
Gli stessi sostenitori del vegetarianesimo si tirano da soli la zappa sui piedi quando, dopo aver affermato che la dieta vegana è salutare e completa, suggeriscono il ricorso ad integratori o alimenti fortificati per evitare specifiche carenze vitaminiche o minerali.

Dieta vegetariana


La fibra alimentare, come abbiamo visto, è fondamentale per la nostra salute ma come tutte le cose è bene non eccedere con il suo consumo.
Esagerare con l'apporto di fibra alimentare (tipico dei vegetariani)  può essere infatti pericoloso.
Troppa fibra apporta un eccesso di acido fitico, una sostanza che ostacola l'assorbimento di alcuni minerali - tra cui il calcio, il ferro e lo zinco - di cui la dieta vegetariana è già tendenzialmente povera. Occorre inoltre ricordare che la parte esterna del chicco, che viene normalmente asportata durante la raffinazione, è la più esposta alle sostanze chimiche utilizzate in agricoltura. Per questo motivo è bene accertarsi della provenienza dell'alimento integraleacquistato, onde evitare l'introduzione di  sostanze dannose per il nostro organismo.

Il FERRO presente negli alimenti è assorbito lentamente ed in misura ridotta (in media solo il 5-10% del ferro ingerito viene effettivamente assorbito). L'assorbimento  di questo minerale dipende dalla forma in cui esso si trova nell'alimento, infatti il ferro emico è meglio assorbito di quello non-emico. Il ferro emico è presente negli alimenti di origine animale mentre il ferro non-emico si trova soprattutto nei vegetali. Più del 20% del ferro EME introdotto con la dieta viene assorbito a livello intestinale mentre meno del 5% del ferro non EME viene assimilato.
L'assorbimento di ferro aumenta in presenza di vitamina C (punto a favore della dieta vegetariana) ma diminuisce se associato a fibre ed aumenta al diminuire del pH gastrico (punti a favore della dieta tradizionale onnivora).

La dieta dissociata

La dieta dissociata, descritta per la prima volta nel libro Food Allergy pubblicato nel 1931 dal Dott. William Howard Hay, è un regime alimentare largamente diffuso in tutto il panorama dietetico internazionale. Il filo conduttore di questa dieta è rappresentato dalla possibilità di guadagnare in benessere e linea, attraverso la corretta associazione dei vari alimenti.
In particolare, la dieta dissociata classica e le sue varianti si basano su regole molto rigide, che proibiscono l'associazione di certi cibi all'interno dello stesso pasto o, addirittura, della stessa giornata. Tale concetto è stato ripreso e rivisitato da altri autori, dando origine ad una lunga lista di diete basate, almeno in parte, sulla teoria delle "buone e cattive combinazioni alimentari". Proprio in virtù di tale eterogeneità, cercheremo di classificare in ordine di importanza, le 10 principali regole su cui si fondano le diete dissociate.
Associare correttamente gli alimenti significa:
1) Nello stesso pasto, mangiare un solo cibo concentrato o più alimenti tra loro "compatibili" (generalmente appartenenti alla stessa categoria)
2) Non associare all'interno dello stesso pasto cibi ricchi di proteine con altri a base di carboidrati, soprattutto se ricchi di zuccheri
3) Evitare di abbinare fonti proteiche di diversa natura (ad esempio carne e pesce o legumi e latticini)
4) Mangiare carboidrati complessi e zuccheri in pasti separati
5) Disertare la classica abitudine di concludere il pasto con frutta e/o dessert; meglio consumare questi cibi da soli ed in momenti diversi della giornata
6) L'equilibrio corporeo è turbato dallo stile di vita moderno, che favorisce l'accumulo di tossine fino a compromettere la funzionalità dell'intero organismo. Per difendersi dalle insidie di questa pericolosa condizione, occorre aumentare il consumo di frutta, verdura, frullati e brodi vegetali che, unitamente alla moderazione calorica e a corrette associazioni alimentari, favoriscono la disintossicazione dell'organismo
7) Se da un lato la dieta dissociata incentiva l'assunzione di cibi vegetali, dall'altro mette in guardia dai pericoli di una dieta troppo ricca di prodotti animali (malattie cardiocircolatorie, metaboliche ed alcune forme tumorali)
8) Il consumo di carboidrati dev'essere massimo durante le prime fasi della giornata e diminuire progressivamente mano a mano che ci si avvicina alla cena
9) Il pasto più abbondante va effettuato dalle 13 alle 16 del pomeriggio, facendo sempre attenzione a non associare carboidrati e proteine
10) La cena dev'essere ricca di alimenti proteici ed escludere quasi completamente i carboidrati, ad eccezione di quelli complessi contenuti nelle verdure o in modeste quantità di cereali integrali
I primi sette punti sono la colonna portante delle diete dissociate più attente all'aspetto salutistico e rivolte soprattutto alla prevenzione dei problemi gastrointestinali legati a cattive abitudini alimentari (aerofagia, flatulenza, stanchezza, perdita di concentrazione postprandiale ecc.). Le regole 8, 9, e 10 sono invece più comuni nelle diete destinate agli atleti e a persone desiderose di guadagnare in linea ed efficienza fisica (vedi cronodieta e supercompensazione di glicogeno).
Le regole proposte dalla dieta dissociata non sono affidate al caso, ma fondate su basi scientifiche più o meno solide. L'intero processo digestivo è infatti mediato da una serie di reazioni chimiche, meccaniche ed enzimatiche, che interagiscono tra loro. Vediamo alcuni punti chiave:
mentre i carboidrati semplici vengono digeriti ed assimilati molto lentamente, gli alimenti ricchi di amido, dopo essere stati parzialmente digeriti dall'amilasi salivare (ptialina), richiedono un processo più laborioso che si completa nell'intestino tenue. I dolci e la frutta zuccherina andrebbero quindi consumati da soli e lontano dai pasti, ad eccezione delle mele e dell'ananas.
Mentre a livello gastrico la digestione delle proteine si avvantaggia di un ambiente particolarmente acido, le stesse condizioni inibiscono l'attività della ptialina. I grassi, grazie al loro effetto ritardante sulla secrezione di acido cloridrico nello stomaco, rendono più difficoltosa la digestione proteica ma favoriscono quella degli amidi, che si avvantaggia di un ambiente vicino alla neutralità.
Via libera dunque al matrimonio di grassi e cibi amidacei, semaforo rosso per l'associazione di proteine con alimenti ricchi di carboidrati. Alcuni sostenitori della dieta dissociata consentono di affiancare alimenti proteici ricchi di grassi con piccole quantità di amidi, mentre è sempre ben vista l'associazione di proteine e verdure che, per il loro apporto in sali, favoriscono l'azione enzimatica e contrastano i processi putrefattivi.
I punti 8, 9 e 10 sono invece basati sullo studio dei ritmi circadiani e sull'influenza dei vari ormoni sul metabolismo corporeo (per approfondire vedi: la cronodieta del dott. Todisco)
A questo punto è giusto chiedersi se le regole biochimiche e fisiologiche esposte in quest'ultimo paragrafo siano sufficienti per decretare il successo e la scientificità della dieta dissociata. In linea di massima la risposta è negativa, poiché un organismo sano è perfettamente in grado di tollerare le più disparate associazioni di nutrienti, ricordate l'espressione: "quella persona digerirebbe anche i sassi"?!. Questa semplice osservazione non ci autorizza tuttavia a demonizzare la dieta dissociata o a sbeffeggiare chi ci sostiene. Alcuni aspetti di questo modello alimentare meritano infatti la giusta attenzione. Lodevoli sono, per esempio, i consigli di aumentare la quota di alimenti vegetali nella propria dieta, di distribuire l'assunzione calorica in almeno tre pasti principali e di non esagerare con grassi e condimenti. Più difficile essere d'accordo sul ruolo delle corrette associazioni alimentari che, seppur importanti ed in alcuni casi fondamentali per la risoluzione dei più comuni problemi digestivi, rischiano di sottrarre inutilmente gusto, fantasia ed equilibrio alla propria dieta. Molti di noi, per esperienza personale, sanno di non tollerare l'associazione di determinati cibi ma ciò non ci autorizza a pensare che tale regola sia valida per tutti. Soffermandoci sull'analisi chimica degli alimenti in questione, scopriremo probabilmente che a disturbarci non è tanto il particolare mix di macronutrienti, quanto gli alimenti in sé. In alcuni casi è sufficiente cambiare l'origine degli ingredienti o i metodi di cottura per bypassare il problema. In altre parole, talvolta diamo la colpa ad associazioni alimentari scorrette quando in realtà il problema è un altro (intolleranze alimentari, eccessivo stress, cattiva masticazione, scarsa cottura, abitudini dietetiche e stile di vita scorretto ecc.).
La dieta dissociata non è una panacea, ma un modello alimentare con aspetti positivi e negativi, che occorre conoscere ed affrontare con spirito critico. Sbaglia chi la difende a spada tratta ed erra anche chi la contesta senza tener conto di alcuni suoi elementi che, nonostante le critiche, sono perfettamente in linea con le ultime acquisizioni salutistiche.